L’impresentabile Solinas liquidato, ma è tutta la destra sarda ad aver fallito

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di Vindice Lecis

La certificazione del fallimento della destra al governo della Sardegna, è arrivata proprio dalla viva voce della coalizione vincente del 2019. I signori delle tessere, i capi bastone dei voti terrorizzati di restare senza prebende e potere, hanno decretato che con Solinas si perde. E deciso di cambiar tutto per non cambiare nulla.

Un disastro autentico in tutti i settori, principalmente nella sanità, nei trasporti, nella scuola, nel rapporto con lo Stato, nella lotta allo spopolamento, nell’assenza sulle grandi questioni come il lavoro.

Per non parlare della disinvoltura su questioni che hanno rilevanza penale e che hanno circondato sempre più da vicino proprio Solinas.

Nonostante la cortina fumogena omertosa sollevata in questi anni  e dall’afonia di un’opposizione debole e a tratti corriva, la destra ha fallito su tutto.

E ora si affida ad un’operazione di cosmesi per salvare le proprie poltrone. Fratelli d’Italia ha imposto il sindaco di Cagliari, il che è una buona notizia per i cittadini del capoluogo, dove ha dimostrato di non essere proprio un gigante. Come parlerà ai sardi, che cosa dirà dell’evidente squilibrio tra il Sud e le altre aree dell’isola?

Operazione furbetta per non cambiare in realtà nulla. Che cosa di diverso dirà Truzzu sull’ambiente? O sul lavoro che manca? O sulla sanità devastata?

Il suo partito, quello della presidente Meloni – capace di vittimismo e di inanellare impressionanti bugie, oltre che aderire a ogni desiderata di Biden – è complice di ogni passo, azione, scelta fatta da Solinas.

Il fallimento di Solinas è dunque quello di Fratelli d’Italia. Oltre che di forzisti, proconsoli leghisti (una vergogna questa parentesi storica per la Sardegna averli avuti in consiglio regionale), sardisti, riformatori, democristiani.

Sarà interessante capire se il patetico appello ai padroncini romani di Solinas avrà effetto. O in caso contrario se punterà a spezzare le colonne dell’edificio realizzato dalla destra sarda spingendo i suoi a votare altro. Chi e che cosa?

Non è un mistero che tra Soru e Solinas c’è un rapporto. Il primo non ha mai attaccato l’esperienza di governo del secondo. Molti dirigenti sardisti guardano con simpatia alla presunta autonominata coalizione sarda che va da Rifondazione a Calenda (e forse a Renzi).

Per ora, certifichiamo il fallimento della maggioranza di centro destra che nel 2019, trionfò passando sulla devastata volontà dei sardi prostrati da cinque anni del professor Pigliaru. Ed evitiamo di rifare gli stessi errori.

 

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