Licheri (Sinistra italiana): Pigliaru un disastro, uniamo le forze progressiste sarde alternative al Pd

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di Vindice Lecis

“Il giudizio sulla giunta regionale guidata da Francesco Pigliaru è fortemente negativo. E’ il frutto delle scelte del Pd che perseguono politiche di destra”. Si presenta così Antonello Licheri, 52 anni, nuovo segretario regionale di Sinistra Italiana, la formazione politica nata dalla trasformazione di Sel e dall’incontro con altre forze.

Eppure la sinistra sarda aveva appoggiato Pigliaru. Che cosa è accaduto?

“Pigliaru e la sua giunta hanno semplicemente e drammaticamente deluso le aspettative. Ma non c’è soltanto una forte inadeguatezza di azione politica e programmatica, per primaria responsabolità del Pd. C’è anche evidente la distanza enorme tra questi personaggi e i problemi della Sardegna. Sembrano insensibili, sordi, alle sofferenze del popolo sardo”.

Non c’è nulla che vada bene in questa giunta Pd-sovranisti?

“Fallimentari su ogni atto. Sulla legge elettorale, l’applicazione dello Statuto autonomistico, le politiche del lavoro, i trasporti, la sanità mai così vergognosamente trattata”.

Sulla sanità, Pigliaru e il Pd hanno scommesso sull’Asl unica.

“Non solo, hanno puntato solo su politiche di tagli e riduzione dei servizi. La sanità non si costruisce sui numeri, la sanità pubblica è un diritto. Invece di aumentare le strutture territoriali di base le tolgono. Stanno danneggiando irreprabilmente il sistema sanitario con il pretesto di risparmi: e ora negli ospedali manca l’essenziale”.

Una giunta nata di centro sinistra è diventata un fortino renziano?

“Io guardo i fatti e questi sono tremendi. Si parla di spopolamento? Che cosa fa questa giunta oltre a osservare inerte? Nei nostri paesi cosa resta dopo che tolgono scuole, ufficio postale, carabinieri, asili nido, la banca?”.

E sulle politiche industriali?

“Sono privi totalmente di cultura dello sviluppo. Tutto è fermo sulle bonifiche, i ripristini non sono stati fatti. La Sardegna viene fatta scivolare verso il nulla”.

Sinistra italiana nasce come alternativa al Pd: ci sono possibilità di riedizione del centro sinistra?

“E’ stato il Pd a cancellare il centro sinistra e a scegliere linee di destra. La Sardegna ne è l’esempio più eclatante, la rappresentazione plastica della crisi del capitalismo e del liberismo: disoccupazione, sfruttamento del territorio, povertà. Il Pd incarna una linea di vicinanza ai potentati finanziari e di lontananza dalla gente. Non parla di lavoro, scuole e sanità. E quando lo fa è per determinare tagli e sofferenze”.

Nella giunta non c’è solo il Pd, ma anche una forza che si definisce sovranista.

“Sovranista? Non vuol dire proprio nulla. Che significa sovranismo se non propaganda? Altro che parole, un popolo è sovrano e libero se ha le condizioni per sopravvivere, per mangiare. La giunta Pigliaru, tutta, ha chinato il capo alla logica centralista. E la cosa più grave del presidente è stato il suo schierarsi in modo acritico con il Sì al referendum. La sconfitta è anche una sua sconfitta”.

Con chi volete costruire un’alternativa?

“C’è vita oltre il Pd. Bisogna aggregare i movimenti, l’associazionismo, le forze di sinistra per un progetto di rilancio autonomistico, di rinnovamento e crescita. E bisogna mettere mano anzitutto alla legge elettorale che ha tagliato fuori forze col 10% dei voti”.

Come giudica quella legge che il Pd sta tentando di far passare?

“Una porcheria autentica. Pensano di poter costruire la garanzia per se stessi invece di garantire pluralismo e rapprsentatività. Serve il proprorzionale e dire un no al presidenzialismo che indebolisce l’assemblea elettiva e la rende subalterna e succube. Prendiamo la legge elettorale sui sindaci: perché non dire che ha costruito dei sindaci podestà? Torniamo alla Sardegna, guardiamo al piano sanitario: nonostante i distingui della maggioranza, le critiche dei sindaci, dei sindacati, delle categorie Pigliaru riunisce i suoi, minaccia di mandarli a casa e quelli che fanno? Obbediscono proni. Una vergogna. Basta con gli uomini soli al comando”.

Sinistra italiana ha subito una scissione prima di nascere.

“Una scissione prima del congresso perché costoro volevano ricercare collocazione personale. Nessuna scelta programmatica se non la reiterazione di errori gravi, come quello di voler ricostruire un centro sinistra che è fallito ed è subalterno al Pd”.

E poi c’è Pisapia il federatore…

“Non mi convince. Mette tra parentesi anni di renzismo e politiche negative, vagheggia un Ulivo che non esiste nei fatti, non guarda a cosa succede in Europa con le esperienze delle forze progressiste francesi, spagnole. E poi che garanzia può dare un iomo che ha votato Sì al referendum?”.

Che cosa farete?

“Costruiremo un’alleanza con le forze alla sinistra del Pd. Il Pci, Rifondazione, Possibile, i Rossomori”.

E i bersaniani di Articolo1?

“Li guardo con rispetto ma devono dimostrare che hanno davvero tagliato i ponti col Pd. Alcune dichiarazioni ci dicono purtroppo il contrario”.

C’è il caso Sassari. Che giudizio sulla giunta di Nicola Sanna?

“Anche peggio di Pigliaru. Tra l’altro questo sindaco sostenuto anche dalla sinistra il giorno dopo l’elezione si è subito ricollocato con Renzi e ha appoggiato tutte le sue politiche. Arrivando al referendum a schierarsi in modo controproducente al referendum per il Sì. Il Pd sassarese è l’espressione più esaltata di un ceto politico. Noi li sfidiamo e costruiremo con le altre forze l’alternativa. A Sassari le cose stanno precipitando, disoccupazione, degrado, arretramento sociale e culturale. Cambiare si può”.

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